OBBLIGO del CPI nei locali di oltre 400 mq.

Esempio concreto e reale di CATEGORIA  “C”

La categoria “C” più “gettonata” è l’attività 69, ovvero “locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico”.

In buona sostanza, per i locali di vendita al dettaglio o all’ingrosso più grandi di 400 m2, anche in questo caso, esistono tre diverse distinzioni: superiori a 400 m2 fino a 600 m2; oltre 600 m2 e fino a 1.500 m2 ed infine oltre 1.500 m2.

Prendiamo come esempio un caso concreto: Giovanni proviene da una famiglia di commercianti nel settore dell’abbigliamento; la mamma, Vittoria, molti decenni fa iniziò l’attività nel suo paese in riva al mare e ben presto si posizionò come uno dei negozi di abbigliamento più rinomati, offrendo prodotti di qualità nella sua città.

Ad un certo punto, Giovanni decide di aprire un secondo punto vendita rinnovando lo stile e la qualità che contraddistingue la reputazione famliare in un negozio più grande, più bello e con una scelta diversificata.

Il negozio di Giovanni ha una superficie complessiva di 440 metri quadri, risulta pertanto, soggetta alle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco. . . vediamo insieme quali sono gli aspetti che ha dovuto tenere in considerazione per l’apertura.

Gli aspetti fondamentali da tener presente per questo tipo di attività sono:

  • L’individuazione dell’attività;
  • I riferimenti normativi;
  • L’ubicazione;
  • Le aperture di aerazione;
  • Le misure per l’evacuazione in caso di emergenza;
  • L’affollamento e le vie di esodo;
  • La resistenza al fuoco delle strutture;
  • Reazione al fuoco dei materiali;
  • I servizi tecnologici;
  • L’impianto elettrico;
  • L’impianto elettrico di sicurezza;
  • Gli estintori;
  • L’impianto di rivelazione incendio;
  • La segnaletica di sicurezza;
  • Il carico d’incendio;
  • La classificazione del locale;

 

L’individuazione dell’attività

Ai sensi del D.P.R. 151/2011 si tratta di un negozio di abbigliamento, individuato al punto 69 Categoria A: Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda, comprensiva dei servizi e depositi, da 400 m2 a 600 m2.

Come accennato prima, il negozio di Giovanni ha una superficie lorda di 440 m2 di cui 310 m2 per l’area vendita compresi vetrine e servizi igienici; 52,27 m2 area show room e ordini; locale scorta merci di 66,66 m2 ed infine 4,16 m2 per servizi, quindi, attività soggetta.

 

I riferimenti normativi

DECRETO M.I. 09/03/2007.

Norme sulla resistenza al fuoco delle strutture.

D.M. 30/11/1983.

Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi.

DECRETO LEGISLATIVO N. 81 DEL 08 aprile 2008.

Attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.

LEGGE N. 46 del 5/3/1990.

Norme per la sicurezza degli impianti.

D.P.R. N. 447 del 6/12/1991.

Regolamento di attuazione della Legge n. 46 del 5/3/1990 in  materia di sicurezza degli impianti.

LEGGE N. 37/2008.

Norme per la sicurezza degli impianti.

D.M. 27/07/2010.

Regola tecnica per attività commerciali superiori a 400 mq

NORMA UNI 9795.

Impianti di rilevazione di fumo

DECRETO del MINISTERO DELL’INTERNO del 7 gennaio 2005

Norme tecniche  e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio.

DECRETO del MINISTERO DELL’INTERNO del 3 novembre 2004

Disposizioni relative all’installazione ed alla manutenzione dei dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo, relativamente alla sicurezza in caso d’incendio.

 

L’ubicazione

Il negozio di abbigliamento di Giovanni si trova nel volume di un edificio adibito ad uffici ed anche altre attività in adiacenza separate tramite strutture resistenti al fuoco REI 90, all’interno del locale, l’architetto ingaggiato da Giovanni ha ricavato un locale scorta merci separato tramite strutture e porta REI 60.

 

Le aperture di aerazione

Il negozio ha delle ampie vetrine per esporre al pubblico passante i capi di abbigliamento che nel contempo sono state nella parte superiore munite di infisso per evacuare i fumi in caso di incendio.

Tutte le aperture sono distribuite lungo le pareti perimetrali dell’edificio e sono ampiamente superiori ad 1/40 della superficie in pianta del locale (che corrisponde alla superficie minima per le aperture di aerazione secondo il D.P.R. 151/2011).

 

Le misure di evacuazione in caso di emergenza

Giovanni ha elaborato un sistema organizzato di vie di uscita per il deflusso rapido e ordinato dei presenti nel suo locale verso l’esterno, misurando le uscite nel punto più stretto delle vie di esodo, giusto per non sbagliare. . .

Tutte le uscite di sicurezza sono apribili verso l’esterno e hanno installato un maniglione antipanico che si aziona a semplice spinta su ciascuna anta, ovviamente non ha ostacoli al deflusso.

Una nota per quanto riguarda i maniglioni antipanico: sono stati installati in conformità a quanto stabilito dal Decreto Ministeriale del 3 novembre 2004, ed in particolare:

 

– i dispositivi per l’apertura delle porte installate lungo le vie di esodo sono installati in conformità alla EN 179 relativa a “Dispositivi per uscite d’emergenza azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta”.

Sulle porte di uscita sono installati cartelli con la scritta USCITA DI SICUREZZA – APERTURA A SPINTA – ad un’altezza non inferiore a due metri dal suolo.

Le uscite di sicurezza sono segnalate anche in caso di spegnimento dell’impianto di illuminazione e mantenute sempre sgombre da materiali o da altri impedimenti che possono ostacolarne l’utilizzazione.

Il locale è dotato di un numero di uscite di sicurezza, tali da permettere la rapida evacuazione di tutti gli occupanti in caso di emergenza.

 

L’affollamento e le vie di esodo

Il tipo, il numero, l’ubicazione e la larghezza delle uscite sono state determinate e calcolate in base al massimo affollamento ipotizzabile, ovvero:

0,1 persone per ogni m2 per le aree adibite a vendita in rispondenza al decreto (negozio di unica attività merceologica, abbigliamento).

In pratica il risultato è questo:

27 persone nell’area vendita con una superficie totale di 263,21 m2;

6 persone (+20%) ossia 8 persone nell’area show room;

1 persona nel locale scorte;

Abbiamo quindi, un totale di 36 persone presenti nel locale; non starò qui ad annoiarti con i calcoli dei moduli e la capacità di deflusso ma a conti fatti ci sono volute 2 uscite di sicurezza della larghezza di 120 cm cadauna, fidati. . .

Un vincolo fondamentale nel negozio di Giovanni, è che si devono raggiungere le uscite di sicurezza con una distanza uguale o inferiore a 30 metri.

 

La resistenza al fuoco delle strutture

Le strutture portanti del negozio di Giovanni hanno una resistenza al fuoco uguale a R/90, quelle di separazione dalle altre attività REI 90 così come il solaio ed il locale scorta merci è separato tramite strutture e una porta REI 60. Il carico di incendio, vista la modesta attività di vendita è esiguo, ma ne parleremo più avanti, intanto ti anticipo che ai fini della reazione al fuoco rappresenta una classe 20.

La resistenza al fuoco delle strutture deve essere superiore alla classe del compartimento (che ti ricordo come accennato prima, è 20), questo significa che le strutture (muri, solai, ecc) saranno in grado di resistere per un numero di minuti superiore alla durata di un ipotetico incendio, permettendo agli occupanti di allontanarsi in tutta sicurezza e ai soccorritori di poter accedere all’interno del negozio di Giovanni senza il rischio di crolli dovuti alle fiamme o al calore.

 

Reazione al fuoco dei materiali

Giovanni non ha previsto mettere in opera tendaggi, moquette, ecc, il pavimento è in grés porcellanato e le pareti sono tinteggiate con vernice a base di acqua, ma sa che se in futuro gli dovesse venire in mente dicambiarli, i materiali dovranno avere una classe di reazione al fuoco riportata nel Decreto Ministeriale 27/7/2010, giusto per la cronaca. . .

 

I servizi tecnologici

Non sono molti i servizi tecnologici presenti nel negozio, si tratta sostanzialmente dell’impianto di condizionamento e ventilazione, l’impianto elettrico e quello di sicurezza, ma vediamone uno per volta:

 

L’impianto di condizionamento e ventilazione

L’architetto incaricato alla progettazione ha previsto un impianto di condizionamento, ovviamente bisogna impedire che l’impianto possa costituire un rischio per la sicurezza antincendio dell’attività, e quindi è stato realizzato in modo da assicurare:

– Il mantenimento ed efficienza delle compartimentazioni;

– Il non ricircolo dei prodotti della combustione o di altri gas ritenuti pericolosi;

-Che non si producano, a causa di avarie e/o guasti propri, fumi che si diffondano nel negozio;

Ed infine che non costituiscano un elemento di propagazione di fumi e/o fiamme.

Per questi motivi, l’impianto è stato dotato di un comando manuale, situato in un punto facilmente accessibile per l’arresto degli split in caso di incendio.

Inoltre, l’impianto ha dei dispositivi termostatici di arresto automatico dei ventilatori in caso di aumento anomalo della temperatura delle condotte.

 

L’impianto elettrico

Trattandosi di un negozio ex-novo, l’impianto elettrico è di nuova realizzazione e concezione, risponde alle norme CEI e rispetta le norme di sicurezza vigenti; l’impianto inoltre è munito di un interruttore generale che dispone di un comando di sgancio a distanza installato nelle vicinanze dell’ingresso in una posizione segnalata.

 

L’impianto elettrico di sicurezza

Il negozio di Giovanni è dotato di un impianto di illuminazione di emergenza con lampade che hanno delle batterie ricaricabili all’interno (si accendono in mancanza di energia elettrica primaria).

Le lampade sono installate nei percorsi e nelle vie di esodo, nelle uscite e tutte in quelle parti dove è necessario, onde garantire il facile deflusso in caso di incendio.

E’ stato calcolato in modo da garantire un livello di illuminazione non inferiore a 5 lux a 1 metro di altezza del piano di calpestio delle vie di esodo e gli ambienti accessibili al pubblico.

L’autonomia garantita per il locale di Giovanni è di 90 minuti ed il tempo necessario per la ricarica delle batterie delle lampade è inferiore a 12 ore.

 

Gli estintori

Nel negozio sono stati installati un numero adeguato di estintori portatili, del tipo approvato dal Ministero dell’Interno ai sensi del Decreto Ministeriale del 20/12/1982 e successive modificazioni, per essere specifici, 7 estintori a Polvere chimica da 6 Kg 13A 89B e un estintore a CO2 da 5 Kg 113B nelle vicinanze del quadro elettrico generale.

Sostanzialmente sono stati installati in prossimità degli accessi, in vicinanza di aree di maggior pericolo e in posizione facilmente accessibile e visibile.

Tutti gli estintori di incendio portatili sono individuabili tramite cartelli segnalatori di opportune dimensioni per essere visti anche a distanza.

 

L’impianto di rivelazione incendi

E’ presente anche un impianto di rivelazione di incendi considerando i potenziali rischi; ovviamente è stato progettato e installato secondo le norme vigenti e la regola dell’arte, in conformità alla Circolare del Ministero dell’Interno n. 24 del 26/1/1993, e quindi alle norme UNI 9795.

 

La segnaletica di sicurezza

Nel locale di Giovanni, è stata installata cartellonistica di emergenza conforme al Dlgs 81/2008, che ha il seguente scopo:

– Avvertire di un rischio o di un pericolo le persone;

– Vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo;

– Prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza;

– Fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza, o ai mezzi di soccorso o salvataggio;

– Fornire altre indicazioni in materia di sicurezza;

E’ stato segnalato l’interruttore di emergenza atto a porre fuori tensione l’impianto elettrico dell’attività.

 

Il carico d’incendio

Nel negozio di Giovanni è stato effettuato il calcolo del carico d’incendio tenendo in considerazione il D.M. 09/03/2007 e successive circolari, ai fini dell’applicazione valgono le seguenti definizioni:

 

CAPACITÀ PORTANTE IN CASO DI INCENDIO:

attitudine della struttura, di una parte della struttura o di un elemento strutturale a conservare una sufficiente resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco con riferimento alle altre azioni agenti.

 

CARICO DI INCENDIO:

potenziale termico netto della totalità dei materiali combustibili contenuti in uno spazio corretto in base ai parametri indicativi della partecipazione alla combustione dei singoli materiali. Il carico di incendio è espresso in MJ; convenzionalmente 1 MJ è assunto pari a 0,054 chilogrammi di legna equivalente.

 

CARICO D’INCENDIO SPECIFICO:

carico di incendio riferito all’unità di superficie lorda. E’ espresso in MJ/mq

 

CARICO D’INCENDIO SPECIFICO DI PROGETTO:

carico d’incendio specifico corretto in base ai parametri indicatori del rischio di incendio del compartimento e dei fattori relativi alle misure di protezione presenti. Esso costituisce la grandezza di riferimento per le valutazioni della resistenza al fuoco delle costruzioni.

 

CLASSE DI RESISTENZA AL FUOCO:

intervallo di tempo espresso in minuti, definito in base al carico di incendio specifico di progetto, durante il quale il compartimento antincendio garantisce la capacità di compartimentazione.

 

RESISTENZA AL FUOCO:

una delle fondamentali strategie di protezione da perseguire per garantire un adeguato livello di sicurezza della costruzione in condizioni di incendio. Essa riguarda la capacità portante in caso di incendio, per una struttura, per una parte della struttura o per un elemento strutturale nonché la capacità di compartimentazione rispetto all’incendio per gli elementi di separazione sia strutturali, come muri e solai, sia non strutturali, come porte e tramezzi.

 

SUPERFICIE IN PIANTA LORDA DI UN COMPARTIMENTO:

superficie in pianta compresa entro il perimetro interno delle pareti delimitanti il compartimento.

Si tratta di un calcolo tecnico che non rappresenterò in questo volume in quanto il mio obiettivo è quello di mettere a conoscenza ai più delle implicazioni dirette e trasversali delle categorie più “gettonate” che interessano il D.P.R. 151/2011 e le attività soggette ai Vigili del fuoco, spiegate nella chiave di lettura per l’utilizzatore finale, non per il tecnico di prevenzione incendi.

 

La classificazione del locale

Come già anticipato, la classificazione del negozio di Giovanni, risulta essere “CLASSE 20”, sia per l’area riservata al pubblico che il locale scorte; la resistenza al fuoco delle strutture portanti è REI90, quella di separazione da altre attività REI 90 e quella con il locale scorta merci REI 60, il tutto risulta ampiamente rispondente alla normativa.

 

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Summary
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Dott. Ing. Fernando Michelena
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Fondatore CPI Facile
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ING MICHELENA Srl
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Cell: 324 807 4146,